venerdì 27 luglio 2012

COME CI AIUTA IL FOTOVOLTAICO

Il costo dell'energia per molte famiglie italiane sta diventando un lusso insostenibile. Purtroppo l'Italia acquista energia dall'estero e i prezzi sembrano destinati a salire. L'unica soluzione è che piu' famiglie possibili, scelgano l'energia el sole. In tal modo, ogni famiglia sfrutterà per la maggiorparte dei consumi, l'energia del suo impianto. L'energia non consumata invece verrà immessa nella rete e andrà a vantaggio di tutti. Piu' energia pulita (da fonti rinnovabili), verrà immessa nella rete, meno energia saremo costretti a comprare dall'estero. I prezzi dell'energia in questo modo, andranno a diminuire. Inoltre piu' energia verde verrà utilizzata, meno energia da fonti non rinnovabili, sarà necessario produrre, meno immissioni di CO2 ci saranno.... il tutto a vantaggio delle nostre famiglie, del nostro denaro, della nostra salute e del nostro pianeta. COSA ASPETTATE ALLORA AD ACQUISTARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?

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AL VIA IL NUOVO CONTO ENERGIA

Il GSE ha comunicato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas l’aggiornamento, a oggi, del costo cumulato annuo per gli incentivi pari a 6 miliardi di euro per 14.300 MW di potenza installata, equivalenti a oltre 400mila impianti fotovoltaici in esercizio. L’Autorità, con propria delibera del 12 luglio, ha determinato il raggiungimento del valore annuale di 6 miliardi di euro e ha fissato il 27 agosto quale data di decorrenza delle nuove modalità di incentivazione disciplinate dal decreto 5 luglio 2012.

domenica 29 aprile 2012

Impiantifotovoltaiciilmar.com - Impianti fotovoltaici ilmar - Mooplaza.com

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soluzioni tecniche per integrare i pannelli solari per l’acqua calda e il riscaldamento negli edifici civili



In attesa dell’arrivo del già annunciato Conto energia per le rinnovabili termiche, iniziano ad arrivare le prime soluzioni tecniche per integrare i pannelli solari per l’acqua calda e il riscaldamento negli edifici civili. Se fino ad ora la prassi era stata quella di mettere un pannello sul tetto di casa, sembrerebbe che il futuro passi dall’integrazione dei tubi nelle facciate degli edifici.
Sembrerebbe un non senso, ma in realtà non lo è affatto. Un pannello solare termico sul tetto rende al massimo solo in estate, quando il sole è alto, e molto meno in inverno. Solo che la richiesta di acqua calda in estate è molto minore rispetto che in inverno. Potrebbe essere meglio, quindi, predisporre una superficie più grande ma verticale per raccogliere i raggi del sole in inverno, cioè quando servono realmente.
Ci sta lavorando anche l’Italia, in particolare l’Alto Adige con l’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) e il Centro di competenza per le tecnologie delle costruzioni alpine dell’Alto Adige (KAB). I due enti stanno sviluppando una facciata semi-trasparente per gli edifici (nella foto una prima realizzazione pilota) da apporre davanti le vetrate.
Questo sistema permette un parziale passaggio della luce all’interno dell’edificio e allo stesso tempo garantisce uno sfruttamento continuo della radiazione solare per riscaldare l’acqua. Le sfide da superare, però, non mancano e sono due in particolare: la prima è che la superficie vetrata necessita di caratteristiche termiche ottime, paragonabili a quelle di un buon muro. Non serve a nulla raccogliere calore dal sole se poi lo si disperde dai vetri, come testimoniano tutte le buone pratiche di risparmio energetico.
La seconda è prettamente estetica perché con questo sistema si vanno a realizzare grandi superfici vetrate coperte da tubi che sono molto utili, ma non certo bellissimi da vedere. Gli esperti dell’EURAC, quindi, non hanno ancora un prodotto pronto per il mercato. Ma è certamente una buona idea da approfondire, sia dal lato tecnico che da quello del design.

Certificazione energetica: Italia deferita alla Corte UE Leggi italiane non conformi alle norme sugli attestati di rendimento energetico


27/04/2012 - La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE per non essersi pienamente conformata alla direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.
Certificazione energetica: Italia deferita alla Corte UE

Lo ha annunciato ieri la Commissione spiegando che la normativa italiana non è conforme alle disposizioni relative agli attestati di rendimento energetico e che le autorità italiane non hanno ancora comunicato le misure di attuazione relative alle ispezioni dei sistemi di condizionamento d’aria.

La direttiva - ricorda la Commissione in una nota - prevede che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l’attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente o locatario. Tali attestati e le relative ispezioni devono essere rispettivamente compilati ed eseguite da esperti qualificati e/o accreditati.

Attualmente - prosegue il comunicato - la direttiva italiana non prevede questo requisito per tutti gli edifici e comprende deroghe all’obbligo di certificazione da parte di un esperto che non sono previste nella direttiva.

Per quanto riguarda i sistemi di condizionamento d'aria, la direttiva prevede ispezioni periodiche che contemplino una valutazione dell'efficienza del sistema e del suo dimensionamento, corredata da raccomandazioni in merito ai possibili miglioramenti. Le autorità italiane finora non hanno notificato alcuna misura attuativa di questa disposizione.

Il procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia per recepimento incompleto e non corretto della direttiva è stato avviato nel 2006. Nonostante diverse lettere di costituzione in mora e pareri motivati inviati alle autorità italiane, la normativa continua a non essere conforme alla direttiva.

Ricordiamo che la direttiva 2002/91/CE è stata recepita in Italia dal Dlgs 192/2005, modificato dal Dlgs 311/2006, dal Dpr 59/2009 e dalle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (DM 26/06/2009). Manca l’ultimo decreto attuativo, concernente i requisiti dei certificatori.

È quindi incompleto e non pienamente conforme il recepimento da parte dell’Italia di una direttiva, la 2002/91/CE, che è stata già superata dalla nuova Direttiva 2010/31/UE che introduce gli edifici a energia quasi zero, tema di grande attualità al centro del Tour di convegni di Edilportale.
(pubblicata su www.edilportale.com )

giovedì 26 aprile 2012

quanto CO2 si evita installando il fotovoltaico?

Per produrre un chilowattora elettrico vengono bruciati mediamente l'equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell'aria circa 0,5 kg di anidride carbonica (fattore di emissione del mix elettrico italiano alla distribuzione). Si può dire quindi che ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico evita l'emissione di 0,5 kg di anidride carbonica, tra i principali responsabili dell'effetto serra (dati forniti dal Ministero dell’Ambiente Italiano). 
Considerando una bolletta elettrica media, per una famiglia di 4 persone, con un consumo di 1606kWH/bimestre,
usando il fotovoltaico o altra fonte rinnovabile, ogni mese eviteremo di immettere nell'aria esattamente 401,5kg di CO2(anidride carbonica), che in un anno significa che risparmieremo al nostro pianeta 4818kg di anidride carbonica...
Se tutti noi avessimo un impianto fotovoltaico, i nostri figli potranno avere un pianeta piu' pulito e un futuro migliore...e forse riusciranno a liberarsi dagli sporchi giochi di potere generati dal business del petrolio.